Danza della 'ndrezzata

 
La "'ndrezzata" è la caratteristica danza popolare ischitana che si conserva e si ripropone da secoli.
Ha luogo a Buonopane, frazione di Barano, sul sagrato della chiesa di San Giovanni Battista.
Testimonianza indiretta resta quella di Jasolino, che dice "in questo Casale (Barano) le persone grandemente del ballare si dilettano: il che ancora è comune agli altri luoghi".
Attualmente viene eseguita da diciotto danzatori, due suonatori (clarino e tamburello) e un "caporale". Metà dei danzatori vestono giubbetto rosso su camicia bianca, tenuta alla vita da una fascia verde; l'altra metà dei danzatori veste camicia bianca con giubbetto verde e fascia rossa in vita. Calze e calzoncini bianchi per tutti con sandali di cuoio. Ogni danzatore è munito di "mazzariello" e "spada" di legno. I movimenti creano figurazioni e ritmi seguendo le vicende di una storia-leggenda. Vengono cantate strofette che rappresentano probabilmente rifacitura raffazzonata di più antiche strofette importate forse dalla vicina Napoli (Deuringer, La Ndrezzata, Napoli, 1957).
Certamente è uno spettacolo che coinvolge emotivamente, da non perdere assolutamente.

Tipici costumi ischitani. Figurazioni coinvolgenti. Il ritmo dei danzatori è sfrenato.
Sincronismo dei movimenti scanditi dai colpi dei "mazzarielli".
Rapidità senza alcun cenno di esitazione.
Discusse le origini e ancor più il significato profondo di una danza "particolare" che si perde nella leggenda.
Alcuni ritengono che la "'ndrezzata" abbia origine dal mitico mondo greco.
Altri si richiamano all'antica danza di pescatori arcadi, espressione danzante della lotta dei sessi, espressione umana e vivente della lotta tra Fauni e Ninfe.
Lo spettacolo si ripete ogni anno in occasione del lunedì in albis.

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